Ci crescesti con allegria, con canti e con sorrisi.

In una semplice famiglia operaia.

Eran gli anni 60 e, in un’Italia bigotta, ci mettesti, io e Mauro, seduti sul divano a spiegarci, in un italiano stentato, come nascevano i bambini.

Che coraggio il tuo.

Il miei primi balli furono soccorsi dal tuo abbraccio sulle piste delle feste popolari.

Con papà ci facesti studiare per avere una vita migliore della vostra.

Riuscii a liberarmi dal tuo amore invadente senza mai lasciarti sola.

Quante volte venni da te e papà per portarvi insieme in vacanza o per passare momenti felici insieme.

Ti ricordo che dalla terrazza di casa guardavi il lago per ore, seduta in carrozzella.

E mi ringraziavi perché ti tenevo vicino.

Oggi mi guardi, e supplichi aiuto dal tuo capezzale.

Mamma, mi sento impotente: è più grande di noi!

Scusami mamma.

Dedico questo vals a tutti noi, figli di madri stupende. 

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Madrecita

 

Letra y música : José Pollicita y Alfonso Lacueva  (Alfonso Ramiro Lacueva)

Grabado por la orquesta de Edgardo Donato cantando el estribillo Horacio Lagos. (sello RCA, 23-03-1939)

(letra obtenida de la grabación)

(colaboración enviada (grabación) desde Italia por el amigo Sergio Gabriel Bustos. 08-2011)

 

ESTRIBILLO SOLAMENTE

Muerta mi alma por tanta amargura

Y el recuerdo de tu fiel amor,

Mi pobre madrecita

Tan santa y tan buena,

La evoco con cariño

Y honda emoción.

Tu recuerdo imborrable me mata

Al calor de tu pecho viví,

Ella con sus consejos

Plegarias y besos,

Le abrió a mi corazón

La ternura y el amor.

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Francesco El Actor