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Il Bhutan è un paese incastrato nelle montagne e schiacciato fra l’India e la Cina.
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La sua fortuna è data forse proprio dalla sua delicata condizione di stato cuscinetto .
Questo paese è giunto ai nostri giorni indipendente dai due colossi. 
Non ha subito l’invasione dei cinesi come è successo per il Tibet
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Il Drago è il simbolo del paese.
Vige una democrazia monarchica che si ispira a quella norvegese.
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Il Bhutan è un piccolo lembo di terra grande quanto la Svizzera dove 700 mila persone vivono con 200 dollari al mese, una festa a settimana e un mare di affascinanti contraddizioni quotidiane.
La misura ufficiale del miglioramento sociale non è il Prodotto Interno Lordo ma il FIL (Felicità Interna Lorda).
Sembra che ci riescano ad essere felici.
Non ho visto un povero.
Sono molto ecologici.
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I bhutanesi non possono baciarsi in pubblico, ma possono avere più mariti o mogli.
La pornografia è vietata. 
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In moltissime case fanno bella vista enormi falli decorati sui muri o appesi alle grondaie come simbolo di prosperità e fortuna.
Gli stranieri non possono lavorare in Bhutan, non posso comprare casa nemmeno se sposano un cittadino locale.
Non consumano alcol e solo raramente la birra.
Lo sport più diffuso dopo il tiro con l’arco è il calcio, ma la Nazionale è ultima nella classifica mondiale Fifa.
Ci sono più monaci che soldati e un re che vuole abolirsi.
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Dicono che è il popolo che sorride di più al mondo.
Tengono moltissimo alle loro tradizioni tramandate in gran parte oralmente.
Ho visto solo una biblioteca e molto limitata.
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La cosa che ci ha impressionato di più oltre alla loro semplicità?: IL SILENZIO.
Vi regalo alcune immagini di questo paese in trasformazione.
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Sono immagini molto interessanti, in un certo senso uniche.
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